lunedì 22 aprile 2013

Mamma Trovalavoro


Questo blog è nato con l’intenzione di testimoniare le STORIE di mamme che non si arrendono alla crisi.In passato, ho già parlato della Stefi e del suo libro “Vivere con 5 euro al giorno” (leggi).

Oggi segnaliamo un’iniziativa di Alice che ha aperto una associazione per scambiare offerte-domanda di lavoro tra mamme. L’associazione si chiama MAMMA TROVALAVORO e ha una pagina Facebook su cui vengono pubblicati gli annuncimamma trova lavoro su Facebook. “Per migliorare la qualità della vita”, come si legge nella descrizione. Date un’occhiata e… proponetevi!

Perché è una buona idea: perché le mamme (con figli piccoli) si trovano spesso in situazioni professionali "patchwork" o difficili o instabili, magari sono a casa, c’è quindi un CAPITALE NASCOSTO di conoscenze e competenze... da valorizzare.

venerdì 19 aprile 2013

Merenda con i muffins per festeggiare il nuovo nato


Il blog era in pausa.. per un lieto evento: la nascita di “fagiolo”. Fagiolo sta bene, coliche a parte; perciò, tra momenti di crisi di pianto e attimi di tranquillità (la quiete dopo la tempesta…), mi sono trovata anche ad avere del TEMPO LIBERO. Quando gli altri due sono all’asilo, si intende. E con l’aiuto della fantastica fascia Micasling, che calma le coliche e permette di gironzolare per casa con le mani libere (e il lattante pacificato), mi sono data ad alcuni esperimenti di cucina.

[Se non avete ancora comprato la fascia Micasling, guardate il video su Youtube!!! Vi persuaderà ].

Trasmetto una ricetta facilissima e di grande effetto. 






No, non sono una food blogger; si vede dal fatto che la foto è orribile... ma il risultato è ottimo e adeguato per noi “mamme in tempi di crisi”, perché permette di risparmiare sulle merende del supermercato... guadagnandoci anche in salute. Avrete capito che parlo dei Muffin al doppio cioccolato – double chocolate muffins. Un tocco di Inghilterra in omaggio alla mia tradizione di mamma migrante.

Mio figlio grande ha commentato: “hanno un aspetto PERSINO migliore di quelli del supermercato”: a volerla analizzare proprio dal punto di vista linguistico, questa frase è un’ode alla qualità insuperabile dell’Esselunga. Ma non ci facciamo scoraggiare dal confronto con i cibi confezionati, che vincono sempre nelle classifiche personali dei miei figli. E, nel caso non apprezzassero, inghiottiamo da sole 12 muffin - per riprenderci dal parto o per qualsiasi altra scusa.

Ho preso la ricetta da questo blog:Dinner With Julie dove potete trovare anche qualche foto più invitante della mia. BUONA MERENDA E ALLA PROSSIMA!


DOUBLE CHOCOLATE MUFFINS
1 e 1/2 tazza di farina
3/4 tazza di zucchero
1/2 tazza di cacao (sceglietelo buono! Non ve ne pentirete)
2 cucchiai (o una bustina) di lievito per dolci
Un pizzico di sale
3/4 tazza di latte intero
½ tazza di burro fuso
2 uova grandi (possibilmente bio! È bello pensare che le galline produttrici abbiano visto almeno una volta la luce del sole…)
1 cucchiaio di vaniglia (ma io non l’ho messo)
1/2 tazza di gocce di cioccolato
Riscaldare il forno a 180-190 gradi circa. In una ciotola di medie dimensioni, mescolare gli ingredienti in polvere: farina, zucchero, cacao, lievito e sale. In una ciotola grande, mescolare latte, uova (e vaniglia). Versare nella ciotola grande gli ingredient in polvere e le gocce di cioccolato e mescolare. Foderare poi uno stampo da muffin con gli stampini di carta e cuocere per 20-25 minuti (dentro devono essere cotti).

domenica 10 marzo 2013

Pausa

Domani dovrebbe nascere il mio terzo figlio! Il blog va in vacanza per qualche giorno...

martedì 5 marzo 2013

English please!


Ma questo post non parla solo dell’inglese... parla della bellezza di conoscere lingue diverse!
Spostandomi da Londra a Milano, ho tanto cercato un modo per far si che i nostri figli non perdessero l’inglese. Prima di ogni considerazione sull’importanza delle lingue oggi, io l’ho fatto semplicemente perché l’inglese è parte di noi, della storia della nostra famiglia. Ci sono storie ed esperienze che sono state fatte in inglese e anche quello “siamo noi”. Lo stesso, in misura diversa, vale un po’ per il francese, che è legato alla nostra vita in Svizzera.

In breve. A Milano, “inglese per bambini” è sinonimo di scuole costosissime, corsi pomeridiani a prezzi e orari improponibili (“naturalmente” (??), una bambina di 2 anni non può fare lo stesso corso di un bambino di 4; con il risultato che si moltiplicano giornate e tasse di iscrizione...). E, dalle testimonianze che ho raccolto, non sempre questi corsi danno quello che promettono!

Voglio condividere due o tre “vie d’uscita” che io ho scoperto, dopo tanta ricerca (a parte i contatti internazionali garantiti più o meno stabilmente dal lavoro mio e di mio marito). Per me è importante che parlare un’altra lingua sia parte della vita “normale”, sia un’avventura, per scoprire nuove cose. Non mi importa che mio figlio diventi Shakespeare ma che non cresca con l’idea che il mondo fuori dai confini nazionali sia inconoscibile. E poi le lingue sono una passione di famiglia, sono interessanti anche per la mamma e il papà, non mi piace l’idea di “spedire” i bambini a un corso; conoscere è un’avventura di tutti.

I libri per bambini. Spesso sono corredati da ottimi CD o DVD che insegnano molto anche alle mamme.... tra tutti, il primo è certamente la bellissima storia del pesce Tiddler.


Tutte le storie di Gruffalo sono consigliabili, così come “The snail and the whale” di cui, putroppo, non ho mai trovato il CD...

Segue nelle mie preferenze “Handa’s surprise”, con un DVD (che non è un film ma una lettura animata della storia). 


Bellissimo. C’è anche la pronuncia “locale”... così si sentono accenti diversi.
Tutte queste storie hanno prezzi bassissimi su www.amazon.co.uk!

Peppa Pig è sbarcata in Italia! Finalmente! Noi ti aspettavamo dal 2011...
Ma i DVD originali sono disponibili su Amazon, l’inglese di Peppa è British ed è bellissimo da sentire. Peppa non a caso è il personaggio preferito dei bambini inglesi in età prescolare (cioè sotto i 4 anni)... ma per chi non è madrelingua, va benissimo anche fino ai 6 anni (e poi daddy Pig è UGUALE a mio marito, quindi è educativo per tutti).

Lo stesso vale per Charlie and Lola, che però è molto più difficile da capire. Io non sono contro l’idea di mettere su un cartone animato di cui non capiamo tutto. E allora? A chi non credesse alla tesi che io sostengo strenuamente, cioè che, con le lingue, “tutto fa”, tutto aiuta, consiglio la lettura di un libro recentissimo, scritto sulla base dell'esperienza di un gruppo di genitori: “Growing up with languages” (posterò presto una recensione in italiano).


In francese, un’amica mi ha fatto conoscere le canzoncine di Henri Dès, un cantante svizzero apparentemente adorato dai bambini della Svizzera romanda. Anche i miei figli, veramente, adorano le sue canzoni, soprattutto quelle che si trovano con il video (http://www.henrides.net, ma date un’occhiata anche a Youtube!). Ho scoperto che c’è una radio dedicata alle sue canzoni: http://www.radio-henrides.net



E poi, datemi una stanza in più e subito, subito subito, prenderei una ragazza alla pari!!!!!!!!!

venerdì 1 marzo 2013

"La boss incinta che smonta il lavoro delle donne"

"La boss incinta che smonta il lavoro delle donne", articolo da "Ilsussidiario.net": http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2013/2/28/IL-CASO-YAHOO-La-boss-incinta-che-smonta-il-lavoro-delle-donne/368209/

Una dei nuovi responsabili di Yahoo, quella di cui l’anno scorso non si finiva di parlare perché era stata assunta in un ruolo così importante pur essendo al terzo mese di gravidanza… Ha stabilito che non si possa più lavorare da casa (fino a giugno), ovviamente scatenando polemiche perché il telelavoro è una delle strategie usate per conciliare vita familiare e vita professionale.


Una volta l’avrei trovato deprimente, e basta. Adesso ho seri dubbi sull’efficacia di queste misure, soprattutto dopo aver letto il libro di Lynda Gratton: “THE SHIFT – future of work is already here” (tradotto in italiano per Il Saggiatore come “Il salto. Reinventarsi un lavoro al tempo della crisi”). 



La Gratton usa un argomento, fra gli altri, su cui non avevo mai riflettuto: in tempi di crisi energetica, in cui si misurano le “carbon footprints”, insomma in cui si è sempre più attenti alle conseguenze ambientali degli spostamenti e il lavoro è sempre più “globalizzato”… il telelavoro aumenterà nel futuro (e questo, come effetto collaterale, dovrebbe aiutare le mamme nella crisi perenne della conciliazione lavoro-famiglia).

Cantami, o diva... E cosa trovo stamattina? Lo stesso argomento nella rivista Forbes, che definisce la scelta di Yahoo un “epic fail”, un fallimento epicoleggi l'articolo di Forbes qui!



lunedì 18 febbraio 2013

Progettare pranzi e cene

Sembra che sia utile, per risparmiare, progettare i pranzi e le cene della settimana (con un po' di carità verso se stesse… perché, poi, gli imprevisti ci sono sempre…). Comunque è vero, almeno per me, che si tende ad accumulare cibo in dispensa, che ci sono spesso avanzi che vengono buttati e che un po’ di progettazione anticipata non può fare male…

 

Dal sito www.netmums.co.uk ho scaricato un “meal planner”, un template simpatico da stampare e completare con i menu della settimana! Lo si trova qui: http://l.nmimg.net/images/familymealplanner.pdf

domenica 17 febbraio 2013

Una mamma che combatte la crisi

Una persona mi ha fatto cambiare idea sul lavoro autonomo e sul risparmio in tempi di crisi. Si tratta di una ragazza che in questo momento sembra sia diventata celeberrima – ma deve averne passate, prima. Si chiama Stefania Rossini e vive in campagna. Prima lavorava part-time in una salumeria (una sorta di pena del contrappasso per lei, che è vegetariana). Poi si è vista costretta a lasciare il lavoro (3 figli, uno stipendio che non paga la baby sitter… insomma, le solite cose) e si è trasformata in una donna capace di “vivere con 5 euro al giorno”, come annuncia il titolo del suo libro. Io non ho il libro ma ho letto attentamente il blog: naturalmente stefy. Lo consiglio davvero: una fonte di ispirazione.

No, io non sono il tipo da scagliarmi contro gli eccessi della società moderna; e credo che se fossi stata vegetariana, mio marito non mi avrebbe MAI sposato, giacché per lui il reparto salumeria del supermercato è un luogo sacro, in cui entrare con la stessa devozione con cui ci si affaccerebbe a un santuario; si ritiene necessario dare una piccola offerta (possibilmente in cambio di un salame).

Però “la Stefi” mi ha convinto. Io prima pensavo che chi lascia il lavoro deve avere “un’alternativa”, in termini di entrata monetaria. Lei invece mostra che il risparmio è il primo guadagno. E quello che lei ha attuato su ampia scala – una vita davvero dedicata al 100% a una gestione autonoma – si può attuare in modo parziale. In fondo, perché no.

Fu così che ho ripreso in mano l’uncinetto, dopo circa 20 anni, cioè l’ultima volta che l’ho usato facevo le scuole medie (ma cosa importa? avete presente quanto costano cappelli e sciarpe in lana per bambini?); salvo il fatto che, come Penelope, continuo a disfare la mia tela, non tanto per ragioni strategiche (non si avvistano Proci) quanto perché continuo a lasciar cadere maglie. Comunque ho prodotto una fascetta copri-orecchie per l’inverno per mia figlia, che ha apprezzato, dato che, come dice lei, “è viola, quindi è bella” e una sciarpa bianca e blu per il mio figlio grande.

Anche in cucina, si può prendere ispirazione per un sacco di idee, dipende solo dal tempo a disposizione. Inoltre, ha ragione Stefi, molte cose le abbiamo semplicemente dimenticate: compriamo I ravanelli al supermercato, già imbustati, e non ci ricordiamo nemmeno che si tratta di una radice, che cresce con delle foglie. Verità illuminante. Così, dopo aver spedito I miei figli e il nonno F all’Ortomercato (beh io non abito in campagna Stefi…) dove si sono procurati una cassetta enorme di ravanelli a 3 euro, ho riscoperto, sempre grazie alla Stefi, che le foglie verdi sono commestibili (guarda il post qui). Commestibili e anche buone!

Io ci ho fatto un pesto, adattando la ricetta da qui: Foto&Fornelli ed è stato molto apprezzato (il gusto è più deciso del pesto “classico” ma è una variante da provare! Io ho usato le noci al posto degli anarcardi). Poi le ho cotte in padella, mettendole in una ricetta di tortini alle alici e pangrattato, dove in teoria avrei dovuto mettere delle erbette; ma mi è parsa un’alternativa valida.

Il nonno F, per la cronaca, ha invece tentato una salsa verde per condire le carni; mentre altre fonti parlano di ottime frittate (CucinaPrecaria). Insomma, dal punto di vista “verduristico”, abbiamo vissuto per giorni alle spalle dei ravanelli…